Si j'ai perdu mes jours dans la volupté, ah! rendez-les-moi,
grands dieux, pour les reperdre encore.
J. O. DE LA METTRIE, L'Art De Jouir
Drogato di momenti fatti durare
di fica e di sguardi di sirena, ogni volta
inaspettati – di ketamina per volare
e ritmo e ingenue tentazioni di rivolta,
ecco l'uomo – ecco il serpente
una gabbia dalle sbarre troppo aperte
l'eroe del tempo eterno e del niente
e una madonna con le tette scoperte
fanno l'amore e la guerra su un letto
fissando il tempo ed il suo contrario
il mutamento e il silenzio perfetto
e un orologio che non mostra l'orario.
Sanno a memoria i momenti, e sanno di esserci già stati
il tempo ricrea i mondi, le lune, le primavere, le estati
il serpente si morde lentamente la coda e la ingoia
non è detto che ciò che trascorre – necessariamente muoia.
Userà per miliardi di versi le stesse parole
identico pure lui e da se stesso obbligato
a riessere ineluttabilmente quel ch'egli vuole.
Ecco l'araba fenice risorgere e il fuoco
riaccendersi – ecco ancora la tentazione,
la rivolta e le sirene, riecco partire il gioco
piroettante e perpetuo come un pallone.
Il big bang avviene nel cuore, ogni giorno
dio è un dinosauro e una macchina alata
di un futuro lontano, dio è tutto intorno
dio è un ubriaco e una chitarra stonata
dio è un rettile idiota che si morde la coda.
La morde lentamente poi lentamente la ingoia
in questo mondo è tutto oblio – ma non esiste la noia.