E senti allora,
se pure ti ripetono che puoi
fermarti a mezza via o in alto mare,
che non c'è sosta per noi,
ma strada, ancora strada,
e che il cammino è sempre da ricominciare.
EUGENIO MONTALE, Poesie Disperse, A galla
(a Martina)
La risacca del mare di notte assomiglia
all'infinito e all'eterno
osservati dal vetro di un treno
la schiuma racconta di morti affogati
e vite nate nel fondo e corre in avanti
e poi corre in avanti di nuovo
sei come l'eterno che bramo
la sola morte che esiste e che accetto
e che amo
che cambia forma e non si consuma
che esiste dopo la vita e durante
dove dicono già vivesse prima
sei l'assenza atroce che scurisce il presente
la luna nel pozzo fra i casolari
taciti e foschi lungo i binari
mi addormento sognando il ritorno
o non è che un risveglio
sento i tuoi passi e la voce qui intorno
e a ogni passo la sento un po' meglio
mi risveglio annusando i campi
capelli di grano e sudore di guazza
è mattina ed io ancora ti amo
sto tornando da te
imprendibile e pazza
sul binario opposto.