Mi metto in tasca l'asfalto rovente e i fiori e il barbecue
dei vicini, o per lo meno: me ne metto in tasca l'odore.
Sentire ma non toccare è la santa legge di luglio
da queste parti. La finestra di casa è un filtro e l'intero
mondo un dubbio, l'inverno intuizione che diventa emozione.
Mi metto in tasca l'astrazione di tutto ciò che è vero, il racconto
di un sogno, l'odore dell'erba verde calpestata da gocce di pioggia
già dissolte nell'aria bruciata. Sentire ma non toccare, signori,
le cose vere a luglio stanno nell'aria, cercarne la causa
può farle morire. Sento voglia d'inverno, emozioni congelate
per decisioni sicure, e perché no, tendenze suicide e buio
di mattina, sento voglia di Nord, vento in faccia e potenza.
Sentire ma non toccare, signori: non vorrete farle appassire.
Sento odore di Felicità in questo luglio ed ho voglia d'inverno
e di possederLa. Dietro a ogni odore c'è un oggetto e una causa
che vorresti toccare. E anche Lei la vorresti toccare, e vorresti parlare
e parlare ancora poiché non ti basta - e non ti basta, e non
basterà mai, immaginarla parlare.
E infine smetterla con la fantasia.
Ma la fantasia è una cella frigorifera che protegge ogni cosa
e non lascia morire, anzi rende duro e tagliente e lucente e vivo
tutto ciò che ameresti possedere e non solo sentire.
Mi metto in tasca il Suo nome e le migliori fotografie e continuo
a sospirare. Una vita con Lei, o anche mezza o diciamo soltanto
un istante, che può cambiare. Imbarazzo, parole sbagliate, tremore,
il più insignificante momento. Io so bene che ogni cosa come l'inverno
anche nel luglio più secco e bollente è destinata a tornare.
E so come fare per farla bastare.