Schizzi di nubi scure su San Lorenzo
somigliano a pozze di vomito nero
specchi capaci a frugarti il pensiero
non mentono all’occhio e con loro anche l’occhio è sincero.
Lo intuiscono i tossici nel tanfo d’incenso
l’anima è un gioco di tracce e di specchi
ricerca nel nuovo i profili dei vecchi
e le note rubate alle labbra le ricanta gentile agli orecchi.
Mostra gambe di donna allargate, una mano e una sigaretta
e i teschi bianchi impressi su una vecchia maglietta.
Fa da sfondo e sipario al suo dramma melenso
alle mosse impacciate di chi ieri non c’era
ma non ha voglia e tempo di aspettar primavera
sembra indicare ad un tratto avverata ogni antica preghiera.
Punta occhi di donna arrossati, una mano e una sigaretta
e lo stridere muto di una cosa pensata
desiderata e mai detta.